Tavolo del Puc - Centro Commerciale Naturale CE.NA.CO. Siracusa

09/12/2018
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Tavolo del Puc

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IL CENACO AL TAVOLO DEL PUC CON IL COMMISSARIO TAMBURELLA. LOTTA AI GRANDI CENTRI COMMERCIALI E AGLI AMBULANTI. ULTIMO APPELLO ENTRO IL 30 APRILE.


(28 aprile 2011) E’ stato fissato entro il 30 aprile il termine ultimo  per presentare eventuali suggerimenti e proposte al PUC, il Piano Urbanistico Commerciale in questi giorni in fase di elaborazione ultima da parte del commissario ad acta Enrico Tamburella e dello staff dell’assessorato alle Attività Produttive.
Si lavora al quarto piano di via De Caprio dopo aver raccolto pareri e accorgimenti da parte dell’associazionismo e delle categorie. Alla riunione tecnica è stato invitato a partecipare anche il Cenaco Acradina Grottasanta, insieme agli altri CCN di Siracusa (Borgata, Ortigia, Umbertino e Gelone).
Il presidente Francesco Veneziano ha presentato al commissario Tamburella una piattaforma di richieste relative al vecchio progetto di riqualificazione del quartiere. Ma si è parlato anche di diverse altre problematiche, quali la cartellonistica selvaggia, l’ambulantato, l’istituzione di aree mercatali, della necessità di realizzare un parcheggio, di videosorveglianza. Veneziano ha anche fatto cenno  con una piccola cronistoria all’alto contributo reso dall’esempio siracusano agli altri CCN della Sicilia, oggi quasi duecento.
Era il 2001 quando nasce in Sicilia il primo CCN, era quello di Ortigia che purtroppo  nasce  e muore nel volgere di pochi mesi. Successivamente, una serie  di associazioni spontanee in città di commercianti daranno vita agli attuali CCN, inaugurando la nuova politica dell’associazionismo in un momento, tra l’altro, di grande difficoltà economica e per un effettivo rilancio del commercio locale. Nel momento in cui si costituiscono i CCN inizia l’iter di riconoscimento che passa attraverso prima il Consiglio comunale e poi dalla Regione. La nascita dei CCN ha uno scopo ben preciso: non solo realizzare pubbliche manifestazioni, eventi, lotteria, ed incentivi vari volti ad una nuova politica di marketing territoriale, con il Cenaco ci si vuol rendere protagonista di un cambiamento culturale. I CCN si ergono a nuovi partners dell’amministrazione comunale garantendo la manutenzione dell’arredo urbano, dalla semplice fioriera alla manutenzione di una fontana  o spazio verde. Cavallo di battaglia dei Cenaco resta la lotta alle grandi catene di distribuzione vicino la città che giorno dopo giorno si sta inesorabilmente svuotando facendo registrare, tra l’altro, c’è un alto tasso di disoccupazione nella microimpresa. Un fenomeno che aumenta a vista d’occhio ma di cui nessuno ne parla, nè la politica nè il sindacato. “In questa battaglia sindacale – afferma Veneziano - rivendichiamo anche gli ammortizzatori sociali che ad oggi vengono riconosciuti solo ai comparti del turismo e dell’industria.  In tal senso, proporremo nelle sedi opportune un tavolo di concertazione con le categorie.
Alla politica chiediamo di rilanciare l’economia locale, di contribuire effettivamente al recupero delle aree depresse tramite interventi di
finanza pubblica previsti dalla regione o dall’UE.. Come Cenaco Acradina Grottasanta abbiamo chiesto la riqualificazione e noi pensiamo alla manutenzione, se si rompe una fioriera o una lampadina. Un problema che in realtà esula dal PUC, ma che si ricollega ad altri fenomeni di estrema criticità, vedi la piaga della disoccupazione (al 40%),  della zona industriale, dell’economia  produttiva in genere, l’università, la Siracusa Malta, i trasporti, le ferrovie, Perchè se non ci sono i consumatori non c’è vero rilancio del commercio. Ma è mai possibile che nessuno si indigna contro questa involuzione che colpisce la provincia siracusana?
Sul discorso relativo alla cartellonistica selvaggia: come Cenaco abbiamo chiesto sia all’assessore Confalone che al commissario Tamburella di prevedere un piano di pubblicità organizzata. Anche questo un fatto che esula dal Puc, tuttavia occorre almeno una pianificazione da allegare al Piano.
Basti pensare che solo la nostra area Acradina Grottasanta vanta 800 attività commerciali, una realtà che non andrebbe trascurata. E invece, strade degradate, illuminazione carente, marciapiedi, mancanza di collegamenti con la zona umbertina, Ortigia e le aree monumentali di pregio inseriti negli itinerari turistici. Che senso ha per il commerciante investire nella propria attività migliorarla, abbellirla, se poi ci sono i venditori ambulanti per strada?”.

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