CORTEO DEL CE.NA.CO. CONTRO IL CARO-AFFITTI - Centro Commerciale Naturale CE.NA.CO. Siracusa

09/12/2018
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CORTEO DEL CE.NA.CO. CONTRO IL CARO-AFFITTI

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IL CENACO IN CORTEO CONTRO IL CARO-AFFITTI E LA CRISI.
Appello ai sindacati e alla politica locale

(22 Ottobre 2011) Anche il Cenaco Acradina Grottasanta in corteo ieri per le vie del centro a Siracusa con tanto di striscione e slogan. In prima fila, a rappresentare i commercianti della zona Tisia, il presidente Francesco Veneziano e il suo vice Pippo Messina insieme a qualche componente del direttivo. Precise le istanze rivolte alla classe politica, e non solo. Al centro del contenzioso, la questione allarmante, e purtroppo poco discussa, del “caro-affitti”. “Ci rivolgiamo alle istituzioni locali cosi come ai sindacati,  alla Confeserecenti e alla Confcommercio - dice Veneziano - ma soprattutto alla Regione Sicilia perché possa intervenire subito  sulla delicata materia delle locazioni. I commercianti non possono più sottostare alla volontà dei proprietari degli immobili e alla dura legge dei contratti capestro. Denunciamo casi disperati: come l’aumento, alle volte, persino del novanta per cento, un tasso che mette a rischio la vita di una impresa. Abbiamo bisogno che questa causa venga sposata dalla politica, che vengano controllate ed alleggerite, laddove è possibile, le emissioni fiscali, cosi come occorre rivedere la logica folle degli affitti d’oro. I nostri politici forse dimenticano che esiste una fascia sociale nutrita relativa al pubblico impiego, al monoreddito. La politica deve intervenire subito per snellire le pratiche burocratiche, deve incoraggiare quei giovani che vogliono fare impresa. Siamo stanchi di subire la pressione fiscale continua e letale. Un paradosso. Lo Stato lotta contro gli evasori fiscali, ma chi evade per milioni e miliardi di euro riceve solo una sanzione del 5 per cento, mentre il comune  cittadino che non paga il bollo auto deve sopportare una sanzione del 30 per cento! Sanzioni rigide anche per i commercianti costretti a pagare il massimo del tasso, il 40 per cento. Vogliamo risposte immediate anche dal sindacato che deve difendere anche chi non lavora”.
Presidente, forse dovevano indignarci due anni fa. Siamo in ritardo o c’è ancora speranza? Siamo al capezzale di un malato terminale?
“ Sin quando non si stacca la spina, il malato vive.  Certo, fa specie vedere che il popolo siracusano che non si indigna per la chiusura della stazione, perché non abbiamo più la Siracusa Malta, perché ci hanno scippato l’università che poteva garantirci un flusso di 2500 l’anno che poteva portare economia alla città. Siracusa è sempre ultima nelle graduatorie nazionali in tutti i settori. Nemmeno i commercianti si indignano. Non hanno capito che fare squadra è importante, piuttosto che isolarsi. Mi auguro che arrivi presto un nuovo risveglio culturale”.

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